Dopo anni di restrizioni, il turismo globale è tornato con impeto. Secondo l’UNWTO, nel 2024 i viaggi internazionali hanno sfiorato gli 1,4 miliardi — con un balzo post-pandemico che segna una quasi totale ripresa della mobilità pre-2019. Tra le sorprese, spiccano nazioni come Qatar (+137%), El Salvador (+81%), Albania (+80%), grazie a investimenti infrastrutturali, strategie culturali e nuove politiche di accoglienza. Questi dati non raccontano solo di spostamenti, segnalano una domanda rinnovata di connessione, scoperta e identità. Ma tra la velocità dei voli low‑cost e l’ipervisibilità dei social media, si aprono questioni cruciali, che peso di “esperienza” portiamo davvero a casa?
Italia tra slow tourism e rigenerazione
In Italia fiorisce il festival IT.A.CÀ – Turismo Responsabile, che tra maggio e ottobre 2023 ha coinvolto venti tappe in undici regioni, promuovendo viaggi consapevoli e comunità partecipative. A Bologna, Liguria, Sardegna, e non solo, IT.A.CÀ racconta un turismo che nasce dalla cultura, dal territorio, dal dialogo.
L’Italia investe nel slow tourism reale, gli itinerari primaverili sulla Via Francigena o il Cammino di San Benedetto valorizzano natura, camminate e borghi. Nel Nord, il Cammino del Lago Maggiore, tra Italia e Svizzera, e la promozione di Cilento come meta autentica confermano che si cerca un turismo immersivo, non da consumo rapido.
Mobilità sostenibile e qualità urbana
Firenze ha vietato golf cart e rickshaw nel centro storico patrimonio UNESCO, sostituendoli con navette elettriche per ridurre traffico e salvaguardare il tessuto urbano. Anche Roma e Milano investono in mobilità intelligente ed esperienze culturali verdi, con app come Greenscovery per esplorare i “cuori verdi” della città.
Borghi, certificazioni e turismo connesso
L’associazione Borghi più belli d’Italia contano oltre 252 piccoli comuni che promuovono turismo sostenibile e cultura tangibile, sostenuta dall’UNWTO. Inoltre, il Ministero del Turismo fornisce voucher fino a € 2.000 per ottenere certificazioni di sostenibilità, mirando a far crescere strutture ricettive “green”
Alternativa tech home swap e ecovillaggi
In crescita l’home swapping con piattaforme come HomeExchange (+59 %), un’alternativa eco-friendly che stimola economia circolare e scambio culturale. In Piemonte, nasce il Villaggio Eco Urbano Grinto, un campeggio sostenibile a emissioni quasi zero, perfetto esempio di ecoturismo integrato.
Contro l’overtourism soluzioni culturali
Venezia fatica con fino a 85.000 visitatori al giorno, contro meno di 50.000 residenti: scattano ingressi a pagamento e limiti alle navi da crociera. Como segna 4,8 milioni di pernottamenti nel 2023, con rischi per l’ambiente e la vita locale. Si sperimentano limiti agli affitti brevi e quote per visitatori nei sentieri più frequentati.
Cultura che fa comunità
L’associazione Life Beyond Tourism, nata a Firenze, rappresenta una piattaforma culturale globale che promuove il turismo come dialogo interculturale—non mero consumismo —con 20 anni di attivismo tra istituzioni e comunità.
Il panorama internazionale
In India, la stazione collinare di Munnar lancia un sistema di green corridor, con posti di controllo per i rifiuti, pattugliamenti ecologici e centri di accoglienza per informare e gestire i flussi turistici, con un occhio all’urgenza ambientale.
La Thailandia sperimenta l’accettazione di criptovalute convertibili direttamente in baht, puntando a una nuova fetta di viaggiatori tech e internazionali.
Negli Emirati, Sharjah amplia la sua offerta eco-luxury con ritiri “Nomad” in trailer solari senza Wi-Fi né luci artificiali, un vero ritorno alla natura e alla disconnessione consapevole.
Greenland registra un picco turistico grazie ai nuovi voli diretti da Newark a Nuuk, ma manca ancora infrastruttura sufficiente. Il piano decennale punta al raddoppio dei visitatori entro il 2035, distribuendo turismo oltre Nuuk e gestendo stagionalità e climate risk.
Il lusso nel parco Masai Mara — con campeggi da 3.500 $ a notte — è accusato di interferire con le rotte migratorie. Ambientalisti denunciano l’impatto delle strutture sul fragile ecosistema faunistico. Parallelamente, la devoluzione della gestione dell’Amboseli alla comunità Maasai punta a un modello di turismo che redistribuisca benefici e custodisca la natura.
Paesi come Cabo Verde, Seychelles e Zanzibar contrastano l’inquinamento da plastica con soluzioni innovative borracce riutilizzabili, souvenir riciclati, corsi di economia circolare. Anche Sierra Leone promuove politiche normative per turismo pulito.
Il Principe Harry spinge per la trasparenza climatica, promuovendo modelli che mostrano le emissioni di carbonio di ogni volo, pur nell’ironia del suo proprio impatto elevato in jet privato.
L’Arabia Saudita investe oltre 1 trilione di dollari per sviluppare il turismo di alta gamma—tra resort, restauri storici, musei. L’obiettivo è attrarre turisti globali, contornando rigidi limiti culturali. Il percorso resta controverso, ma ambizioso.
Lanzarote rilancia la sostenibilità a FITUR 2025, promuovendo progetti low-impact, turismo culturale rigenerativo, e una partnership con UNWTO e Global Sustainable Tourism Council per un modello replicabile in tutta Europa.
Un orizzonte culturale, tra tecnologia consapevole e rigenerazione territoriale
Da queste esperienze emerge una cultura del turismo che:
- Rifiuta il mordi e fuggi per abbracciare lentezza, profondità e contatto;
- Usa la tecnologia non per accelerare, ma per personalizzare, educare, proteggere;
- Restituisce valore ai territori, includendo comunità locali e gioventù;
- Sostiene equità, ambiente, bellezza identitaria, contro la pura profit-driven economy.
L’Italia, con i suoi borghi, cammini, festival e startup culturali, può essere avanguardia di questo modello. Ma anche paesi in crescita come Colombia (Humanimal tourism), Namibia (astroturismo), Costa Rica (eco-expo) e Kenya (consorzi Maasai) mostrano che è possibile coniugare sviluppo economico, rigenerazione e cultura.
Il turismo del 2025 non è più solo un settore economico, è un laboratorio culturale dove si immagina il futuro del nostro stare insieme. Una rivoluzione silenziosa che chiede nuovi modelli più lenti, sostenibili, umani. Dove un viaggio è un racconto e ogni ospite diventa un custode, non solo consumatore.
Direttore responsabile, Domenico Galati