LA NUOVA SCOPERTA

Mappa

Tragedia editoriale in quattro approdi

VOCE FUORI SCENA

C’è una categoria crescente nella storia delle civiltà letterarie:
quella degli scopritori di scrittori già scoperti.

Sono direttori, curatori, recensori, organizzatori, blogger, autori, ex professionisti, pensionati con un sogno nel cassetto e qualche volta semplicemente persone che hanno letto una quarta di copertina.

Partono sempre con le migliori intenzioni.

Devono soltanto capire chi sia la nuova voce.

Poi aprono Internet.

E comincia il viaggio.

Non serve una caravella.

Bastano Google, un ISBN e una connessione abbastanza stabile.

Scena 1 – L’avvistamento

(Ufficio di una piccola rivista culturale. È sera. Sul tavolo una tazza di caffè freddo, tre libri, un computer acceso e una pila di comunicati stampa. Il DIRETTORE legge una biografia.)

DIRETTORE

“Poetessa, scrittrice, autrice di narrativa per ragazzi, romanziera, vincitrice di numerosi premi internazionali…”

(Pausa.)

«Interessante.»

IL DOPPIO

«Quanto?»

DIRETTORE

«Cosa?»

IL DOPPIO

«Interessante quanto?»

DIRETTORE

«Non lo so ancora.»

IL DOPPIO

«E allora perché hai già detto interessante?»

DIRETTORE

«Perché potrebbe esserlo.»

IL DOPPIO

«Ah.

La possibilità dell’interesse.

Una delle grandi industrie culturali del nostro tempo.»

(Il Direttore continua a leggere.)

DIRETTORE

“Penna eclettica e poliedrica…”

IL DOPPIO

«Cominciamo bene.»

DIRETTORE

“Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti…”

IL DOPPIO

«Quali?»

DIRETTORE

«Menzioni d’onore, finali, semifinali, premi…»

IL DOPPIO

«Quali?»

DIRETTORE

«Ci deve essere scritto da qualche parte.»

IL DOPPIO

«È proprio questo il problema.»

(Il Direttore apre una nuova scheda.)

DIRETTORE

«Cerchiamo.»

VOCE FUORI SCENA

E così il Direttore salpò.

Non verso le Indie.

Verso i motori di ricerca.

Scena 2 – Il primo approdo: l’ISBN

(La luce del monitor illumina il volto del Direttore.)

DIRETTORE

«Trovato!»

IL DOPPIO

«Cosa?»

DIRETTORE

«Un libro.»

IL DOPPIO

«Editore?»

DIRETTORE

«Eccolo.»

IL DOPPIO

«Anno?»

DIRETTORE

«Aspetta.»

IL DOPPIO

«ISBN?»

DIRETTORE

«Aspetta.»

IL DOPPIO

«Catalogo bibliotecario?»

DIRETTORE

«Non essere precipitoso.»

IL DOPPIO

«Sono passate tre ore.»

DIRETTORE

«C’è una fotografia della copertina.»

IL DOPPIO

«Non ti ho chiesto una fotografia.»

DIRETTORE

«È molto bella.»

IL DOPPIO

«Non stiamo cercando un fotografo.»

(Pausa.)

DIRETTORE

«Ce ne sono undici.»

IL DOPPIO

«Undici cosa?»

DIRETTORE

«Libri.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«O almeno così dice la biografia.»

IL DOPPIO

«Ah.

La biografia.

Il genere letterario più prolifico dopo la poesia.»

(Il Direttore apre una pagina.)

DIRETTORE

“Solo due parole”.

IL DOPPIO

«ISBN?»

DIRETTORE

«Niente.»

IL DOPPIO

«Editore?»

DIRETTORE

«Forse.»

IL DOPPIO

«Catalogo?»

DIRETTORE

«Non lo trovo.»

IL DOPPIO

«Allora forse non è un libro?»

DIRETTORE

«Potrebbe essere una silloge.»

IL DOPPIO

«Pubblicata dove?»

DIRETTORE

«Da qualche parte.»

IL DOPPIO

«Ah.

La Repubblica di Daqualcheparte.»

Scena 3 – Il secondo approdo: la corte dei premi

(Il Direttore ha davanti una decina di finestre aperte.)

DIRETTORE

«Aspetta.»

Qui c’è una menzione d’onore.

IL DOPPIO

«Di quale premio?»

DIRETTORE

«Nostradamus.»

IL DOPPIO

«E il testo?»

DIRETTORE

«Un racconto.»

IL DOPPIO

«Pubblicato?»

DIRETTORE

«In un’antologia.»

IL DOPPIO

«Quindi non era un libro autonomo.»

DIRETTORE

«No.»

IL DOPPIO

«Ma nella biografia sembrava un’opera.»

DIRETTORE

«Sì.»

IL DOPPIO

«E l’antologia?»

DIRETTORE

«È pubblicata.»

IL DOPPIO

«ISBN?»

DIRETTORE

«C’è.»

IL DOPPIO

«Eccolo.»

(Pausa.)

DIRETTORE

«Il nome compare tra gli autori.»

IL DOPPIO

«Quindi abbiamo finalmente trovato qualcosa di documentabile.»

DIRETTORE

«Sì.»

IL DOPPIO

«E non è il libro che stavamo cercando.»

DIRETTORE

«No.»

(Il Direttore si appoggia allo schienale.)

DIRETTORE

«Ma ci sono moltissimi riconoscimenti.»

IL DOPPIO

«Quanti libri?»

DIRETTORE

«Non ricominciare.»

IL DOPPIO

«Non sto ricominciando.

Sto contando.»

(Pausa.)

IL DOPPIO

«Sai qual è il problema?»

DIRETTORE

«Quale?»

IL DOPPIO

«Hai confuso la bibliografia con la segnaletica.»

Scena 4 – Il terzo approdo: gli scrittori si incontrano

(Notte fonda. Il Direttore è ancora al computer.)

DIRETTORE

«Ho trovato un’intervista.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«L’intervista presenta l’autrice come poetessa.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Un altro articolo la presenta come scrittrice.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Un altro ancora come autrice internazionale.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Un giornalista la intervista.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Poi un altro scrittore parla di lei.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Poi lei parla di un altro scrittore.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Poi l’altro scrittore parla del suo libro.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Poi compare un editore.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Poi un premio.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Poi un’altra intervista.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Ma perché continui a dire “bene”?»

IL DOPPIO

«Perché voglio vedere fino a che punto riesci ad andare avanti senza chiederti una cosa.»

DIRETTORE

«Quale?»

IL DOPPIO

«Chi sta leggendo chi?»

(Silenzio.)

DIRETTORE

«Come?»

IL DOPPIO

«L’autore legge il critico.

Il critico legge l’autore.

Il giornalista intervista il poeta.

Il poeta commenta il giornalista.

L’editore pubblica lo scrittore.

Lo scrittore presenta l’editore.

Tutti si citano.

Tutti si riconoscono.

Tutti si applaudono.

E tu sei arrivato adesso.»

DIRETTORE

«E allora?»

IL DOPPIO

«Allora devi capire se sei entrato in una comunità letteraria o in una stanza degli specchi.»

Scena 5 – Il quarto approdo: la nuova scoperta

(Alba. Il Direttore è stremato. Sul tavolo c’è un foglio bianco.)

DIRETTORE

«Ho capito.»

IL DOPPIO

«Cosa?»

DIRETTORE

«Non possiamo scrivere che è una grande autrice.»

IL DOPPIO

«Perché?»

DIRETTORE

«Perché non lo abbiamo verificato.»

IL DOPPIO

«Bene.»

DIRETTORE

«Possiamo però dire che ha pubblicato.»

IL DOPPIO

«Quello che riesci a documentare.»

DIRETTORE

«Possiamo dire che ha ricevuto riconoscimenti.»

IL DOPPIO

«Quelli che riesci a documentare.»

DIRETTORE

«Possiamo parlare delle sue opere.»

IL DOPPIO

«Dopo aver capito quali sono effettivamente opere autonome.»

DIRETTORE

«Possiamo intervistarla.»

IL DOPPIO

«Certo.»

DIRETTORE

«E allora forse non abbiamo perso tempo.»

IL DOPPIO

«No.

Hai imparato qualcosa.»

DIRETTORE

«Che cosa?»

(Il Doppio si avvicina al tavolo. Prende il foglio bianco.)

IL DOPPIO

«Che nell’editoria contemporanea esiste una nuova forma di viaggio.»

DIRETTORE

«Quale?»

IL DOPPIO

«Parti alla ricerca di uno scrittore.

Trovi una biografia.

Cerchi il libro.

Trovi un premio.

Cerchi il premio.

Trovi un’antologia.

Cerchi l’antologia.

Trovi un’intervista.

Cerchi l’intervista.

Trovi un altro autore.

Cerchi l’altro autore.

E dopo sei ore scopri che non sai ancora se hai trovato un grande scrittore…

…oppure soltanto una persona molto brava a raccontare di esserlo.»

(Pausa.)

DIRETTORE

«E quindi?»

IL DOPPIO

«Quindi fai la cosa più difficile.»

DIRETTORE

«Quale?»

IL DOPPIO

«Leggi.»

(Silenzio.)

DIRETTORE

«Tutto?»

IL DOPPIO

«Finalmente.»

VOCE FUORI SCENA

Il Direttore spense il computer.

Per la prima volta, da quando aveva iniziato la ricerca, non cercava più un premio, un editore, un ISBN, una recensione o una biografia.

Cercava un libro.

Non sapeva ancora se avrebbe trovato un capolavoro.

Ma almeno, quella volta, aveva deciso di cercare l’opera prima dell’aureola.

E fu così che la nuova scoperta rimase, per qualche ora, semplicemente una persona che aveva scritto qualcosa.

Forse era poco.

Forse era moltissimo.

Ma era finalmente qualcosa che si poteva leggere.

D. Malecogita

Nota dell’autore

C’è una cosa che mi è sempre capitata visitando le pinacoteche.

Si incontrano personaggi dipinti con alle spalle, o sotto il ritratto, una sfilza interminabile di titoli: conte, marchese, commendatore, ambasciatore, cavaliere, consigliere, benefattore e magari anche qualche altra carica che sembra indispensabile per capire chi abbiamo davanti.

E dopo aver letto tutto, viene spontaneo chiedersi:

Ma questo, esattamente, che cosa ha fatto?

A volte la risposta è molto meno imponente della cornice.

Mi è tornato in mente un termine della tradizione popolare napoletana: “siloca”. Una parola che evocava quei cartelli affissi davanti alle abitazioni da affittare, nei quali l’immobile veniva presentato attraverso un interminabile elenco delle sue caratteristiche: luminoso, panoramico, centrale, signorile, rifinito, servitissimo, prestigioso.

Naturalmente, mancava sempre qualcosa.

Perché nella descrizione di un appartamento, come nella costruzione di una reputazione, un aggettivo tira l’altro.

E così siamo arrivati al punto in cui anche uno scrittore può presentarsi come un piccolo immobile di pregio: autore, poeta, storico, narratore, raffinato, eclettico, pluripremiato, fondatore, collaboratore, membro, vincitore, pubblicato.

Poi arriva il lettore.

Apre il libro.

E finalmente può verificare da solo quanto vale davvero la casa.

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