Il caso di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi nel 2007 a Garlasco, resta uno dei più controversi della cronaca giudiziaria italiana. Al di là degli aspetti forensi, il profilo psicologico attribuito a Stasi nelle perizie e nella narrazione pubblica presenta elementi che meritano una riflessione più ampia, soprattutto alla luce dei tratti compatibili con lo spettro autistico ad alto funzionamento, mai formalizzati, ma evidenti in molte descrizioni.
In un sistema che premia l’empatia espressiva, la narrazione emozionale e l’aderenza alle convenzioni sociali, Stasi è apparso come un corpo estraneo, un “non allineato”, più che come un colpevole manifesto. La sua freddezza emotiva, la mania di catalogare materiale pornografico, la mancanza di reazioni convenzionali al lutto, e il suo apparente distacco affettivo, sono stati letti attraverso la lente del sospetto, anziché con quella dell’analisi clinica profonda.
Tratti osservabili evocante un profilo compatibile con autismo ad alto funzionamento
Molti degli elementi descritti nelle perizie e nei resoconti mediatici rimandano a un funzionamento atipico, che può essere letto attraverso il modello dello spettro autistico ad alto funzionamento (tipo Asperger):
- Intelligenza elevata con forte capacità di sistematizzazione e pensiero logico-razionale.
- Ossessione per la pornografia, non tanto in chiave parafilica, quanto come modalità ritualizzata di controllo e rassicurazione.
- Catalogazione meticolosa e strutturata del materiale, tipica degli interessi ristretti e ripetitivi.
- Relazione affettiva connotata da asimmetria emotiva, dove la partner sembra più “oggetto funzionale” che interlocutore relazionale.
- Scarsa empatia emotiva, percepita come freddezza o distacco, ma riconducibile a un deficit di empatia cognitiva.
Come nella giovane donna Asperger da me conosciuta, che si rassicurava partecipando a balli di gruppo ritualizzati, anche nel caso Stasi la sessualità potrebbe essere stata vissuta in modo non intimo, ma strutturato, logico, ordinato: una strategia di controllo di un mondo caotico e affettivamente incomprensibile.
Pornografia, collezionismo e ansia: un comportamento che parla di regolazione, non di devianza
Nel caso di Stasi, la compulsione alla pornografia è stata interpretata dai media e da parte dell’opinione pubblica come indice di perversione, devianza o freddezza morale. Ma una lettura clinica suggerisce piuttosto un uso della pornografia come meccanismo di regolazione emotiva, tipico di:
- Disturbi ossessivo-compulsivi: dove la ritualità allevia l’ansia.
- Spettro autistico: dove la ripetizione e la sistematizzazione offrono sicurezza e prevedibilità.
- Compulsività sessuale: con elementi di addiction ma anche di controllo, che non implicano necessariamente una parafilia.
Come nel film Il silenzio degli innocenti, dove Buffalo Bill colleziona falene per simbolizzare un bisogno patologico di controllo sull’identità (propria e altrui), anche Stasi sembra usare la pornografia come oggetto di collezione e controllo, non di pura eccitazione. Una modalità che parla di fragilità interna più che di aggressività esterna.
Il fraintendimento sociale quando l’autismo viene scambiato per freddezza o colpevolezza
La società dell’apparenza legge i comportamenti attraverso codici impliciti condivisi: mostrare dolore, piangere al momento giusto, esprimere empatia, cercare consenso. Chi non aderisce a queste dinamiche viene escluso, sospettato, stigmatizzato.
In questa cornice, Stasi è apparso “troppo razionale”, “poco scosso”, “non abbastanza innamorato”. Ma ciò che può sembrare mancanza di affetto, potrebbe essere invece difficoltà di decodifica emotiva, tipica dello spettro autistico.
Alcuni punti chiave:
| Comportamento | Interpretazione sociale | Possibile lettura clinica |
|---|---|---|
| Non piange alla morte della fidanzata | Mancanza di empatia → sospetto | Deficit empatico cognitivo (non comprende quando e come esprimere emozioni) |
| Guarda pornografia compulsivamente | Ossessione sessuale, perversione | Tentativo di controllare l’ansia e la sessualità attraverso rituali |
| Cataloga ogni file in modo maniacale | Comportamento deviante, patologico | Interesse ristretto tipico dello spettro |
| Non manifesta rabbia per l’accusa | Indifferenza → segno di colpevolezza | Modalità emotiva piatta, iper-razionale, coerente con funzionamento autistico |
Un profilo più compatibile con l’autismo che con l’impulsività criminale
Il tratto centrale nei soggetti Asperger/autistici ad alto funzionamento non è l’aggressività impulsiva, ma la difficoltà a gestire l’emotività e a comprendere gli stati mentali altrui. Questo rende altamente improbabile l’ipotesi di un omicidio “d’impeto”, come pure è difficile immaginare una violenza improvvisa non preceduta da rituali, pianificazione o motivazioni razionali.
Elementi a supporto:
- Rigidità cognitiva: difficile tollerare il cambiamento o l’imprevisto, ma difficile anche agire “a caldo”.
- Bassa impulsività emotiva: emozioni vissute con difficoltà, raramente esplodono in azioni violente.
- Comportamenti pianificati, non esplosivi: anche in caso di agiti, la modalità è spesso ordinata, ritualizzata, “coerente” nella logica interna del soggetto.
Alberto Stasi come capro espiatorio emotivo e neurodivergente
Il caso Stasi ci interroga non solo sul piano giudiziario, ma anche su come la società interpreta le divergenze neurologiche e le diversità emozionali. In un contesto che premia chi sa “mostrare” dolore, affetto e pentimento, chi è neurodivergente, razionale, distaccato, iper-logico diventa il colpevole perfetto, soprattutto se maschio, intelligente, e sessualmente atipico.
Non sappiamo con certezza se Stasi sia colpevole o innocente sul piano giuridico. Ma sul piano clinico, appare con sempre maggiore evidenza come un soggetto probabilmente sullo spettro autistico, e gravemente frainteso nella sua struttura psichica e relazionale.
In tempi in cui l’empatia è spesso performata e la colpa è costruita su emozioni non espresse, il silenzio degli innocenti può assumere un senso tragicamente letterale.
Domenico Galati