IL PROGETTO PRIMA DEL PROBLEMA

Progetto in corso

IL PROGETTO PRIMA DEL PROBLEMA

SCENA PRIMA

L’UOMO CHE AVEVA GIÀ CAPITO

VOCE FUORI SCENA

Ci sono persone che, quando le incontri, hanno già capito tutto.

Non importa cosa tu dica.

Non importa cosa tu faccia.

Non importa nemmeno quale sia il problema.

Hanno già capito.

Hanno visto il progetto.

Hanno intuito la direzione.

Hanno riconosciuto il potenziale.

Hanno individuato le criticità.

E soprattutto hanno già trovato il modo di aiutarti.

Tu ancora non sai di avere bisogno di aiuto.

Loro sì.

DIRETTORE

Gli avevo detto che non cercavo un progettista.

IL DOPPIO

E lui?

DIRETTORE

Mi ha guardato.

IL DOPPIO

Male?

DIRETTORE

No.

Peggio.

Con comprensione.

IL DOPPIO

Ah.

DIRETTORE

Quella comprensione che hanno le persone quando pensano che tu non abbia ancora capito qualcosa.

IL DOPPIO

E tu cosa non avevi capito?

DIRETTORE

Che avevo bisogno di un progettista.

IL DOPPIO

Naturalmente.

DIRETTORE

Solo che non lo sapevo.

IL DOPPIO

Capita.

DIRETTORE

A quanto pare.

VOCE FUORI SCENA

L’uomo era preparato.

Aveva un profilo.

Aveva competenze.

Aveva metodo.

Aveva esperienza.

Aveva parole.

Molte parole.

Parole che stavano bene insieme.

Cultura.

Impresa.

Strategia.

Organizzazione.

Processi.

Sviluppo.

Partnership.

E poi una parola bellissima.

Progetto.

La parola progetto ha una qualità straordinaria.

Può essere usata praticamente per tutto.

È abbastanza concreta da sembrare concreta.

Ed è abbastanza astratta da non dover essere dimostrata subito.

IL DOPPIO

Quindi il progetto è una cosa.

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Che esiste.

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Ma che può anche non esistere ancora.

DIRETTORE

Esatto.

IL DOPPIO

Perfetto.

DIRETTORE

Perché perfetto?

IL DOPPIO

Perché puoi venderlo prima di averlo fatto.

SCENA SECONDA

CARIBO NON SAPEVA DI ESSERE UN PROGETTO

VOCE FUORI SCENA

Il Direttore aveva commesso un errore.

Aveva costruito Caribo.

Poi aveva pensato che fosse sufficiente dirlo.

Una rivista.

Una società.

Una linea editoriale.

Un’identità.

Una comunità che ancora non si chiamava comunità.

Progetti che ancora non si chiamavano progetti.

Relazioni che avrebbero potuto diventare partnership.

Era una cosa semplice.

Troppo semplice.

Perché nel mondo contemporaneo, se una cosa non ha ancora un diagramma, qualcuno può dubitare che esista.

IL DOPPIO

Ma Caribo esiste?

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Sei sicuro?

DIRETTORE

Abbastanza.

IL DOPPIO

Ha una società?

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Una testata?

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Una direzione?

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Contenuti?

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Lettori?

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

Quindi esiste.

DIRETTORE

Te l’ho detto.

IL DOPPIO

No.

Sto cercando di capire perché qualcuno dovrebbe progettare qualcosa che esiste già.

DIRETTORE

Per farlo crescere.

IL DOPPIO

Ah.

DIRETTORE

È una cosa diversa.

IL DOPPIO

Sì.

Molto diversa.

VOCE FUORI SCENA

Il problema del Direttore era esattamente questo.

Non aveva bisogno di qualcuno che gli spiegasse che Caribo poteva diventare una community.

Lo sapeva.

Non aveva bisogno di qualcuno che gli dicesse che potevano nascere eventi.

Lo sapeva.

Non aveva bisogno di qualcuno che gli dicesse che esistono partnership.

Lo sapeva.

Non aveva bisogno di un seminario sulla trasformazione dell’editoria.

Aveva già trasformato l’editoria.

Quello che non aveva era una lista.

Non una lista qualsiasi.

Una lista pericolosa.

Cinque nomi.

Tre aziende.

Due istituzioni.

Una fondazione.

Un imprenditore.

Un operatore culturale.

Qualcuno da chiamare domani mattina.

E una risposta alla domanda:

“Perché dovremmo incontrarci?”

IL DOPPIO

Quindi cercavi nomi.

DIRETTORE

Non esattamente.

IL DOPPIO

Ancora?

DIRETTORE

Cercavo possibilità.

IL DOPPIO

Che differenza c’è?

DIRETTORE

Un nome è solo un nome.

Una possibilità è un motivo per chiamarlo.

IL DOPPIO

E chi doveva trovare il motivo?

DIRETTORE

Ecco.

IL DOPPIO

Eccolo cosa?

DIRETTORE

Il problema.

SCENA TERZA

IL PROGETTO COMINCIA A MANGIARE IL PROBLEMA

VOCE FUORI SCENA

L’uomo aveva una soluzione.

Naturalmente.

La soluzione era iniziare.

DIRETTORE

Da dove?

L’UOMO

Dal progetto.

DIRETTORE

Quale progetto?

L’UOMO

Il progetto.

DIRETTORE

Sì, ma quale?

L’UOMO

Quello che serve per capire come sviluppare Caribo.

DIRETTORE

Ma io ti ho appena spiegato come voglio sviluppare Caribo.

L’UOMO

Sì.

DIRETTORE

Allora?

L’UOMO

Bisogna strutturarlo.

DIRETTORE

Perché?

L’UOMO

Per renderlo concreto.

DIRETTORE

Ma è concreto.

L’UOMO

Non abbastanza.

DIRETTORE

Quanto basta?

L’UOMO

Dipende.

DIRETTORE

Da cosa?

L’UOMO

Dal progetto.

DIRETTORE

Che ancora non c’è.

L’UOMO

Appunto.

IL DOPPIO

Magnifico.

DIRETTORE

Cosa?

IL DOPPIO

Abbiamo finalmente trovato il problema.

DIRETTORE

Quale?

IL DOPPIO

Che il progetto non è abbastanza concreto perché non è ancora stato progettato.

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

E come lo rendiamo concreto?

DIRETTORE

Progettandolo.

IL DOPPIO

E come sappiamo cosa progettare?

DIRETTORE

Dobbiamo capirlo.

IL DOPPIO

Come?

DIRETTORE

Con un progetto.

IL DOPPIO

Ah.

VOCE FUORI SCENA

Era nato qualcosa.

Non una partnership.

Non una telefonata.

Non un incontro.

Un progetto.

Un progetto per capire il progetto.

Era il momento in cui il progetto aveva smesso di essere uno strumento.

Era diventato il fine.

SCENA QUARTA

LA PAROLA “CONCRETO”

IL DOPPIO

C’è una parola che mi piace.

DIRETTORE

Quale?

IL DOPPIO

Concreto.

DIRETTORE

Perché?

IL DOPPIO

Perché la usano tutti quando stanno per dirti qualcosa di astratto.

DIRETTORE

Non è vero.

IL DOPPIO

“Facciamo qualcosa di concreto.”

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

“Serve un approccio concreto.”

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

“Dobbiamo portare il progetto sul concreto.”

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

“Bisogna individuare azioni concrete.”

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

E alla fine?

DIRETTORE

Alla fine cosa?

IL DOPPIO

Cosa succede concretamente?

DIRETTORE

Dipende.

IL DOPPIO

Da?

DIRETTORE

Dal progetto.

IL DOPPIO

Naturalmente.

VOCE FUORI SCENA

Il concreto è diventato una promessa.

Come il “subito”.

Come il “facciamo”.

Come il “ci sentiamo”.

Come il “ti presento”.

Parole bellissime.

Soprattutto quando non sono seguite da nulla.

SCENA QUINTA

L’ERRORE DI AVERE GIÀ QUALCOSA

DIRETTORE

Forse ho sbagliato.

IL DOPPIO

Finalmente.

DIRETTORE

Non dovevo mandargli il progetto.

IL DOPPIO

Perché?

DIRETTORE

Perché ha visto che c’erano delle cose ancora da definire.

IL DOPPIO

E quindi?

DIRETTORE

Ha pensato che fossero da progettare.

IL DOPPIO

E non lo sono?

DIRETTORE

Alcune sì.

IL DOPPIO

Ah.

DIRETTORE

Ma non era quello che gli chiedevo.

IL DOPPIO

Cosa gli chiedevi?

DIRETTORE

Una lettura.

IL DOPPIO

Ha letto?

DIRETTORE

Ha detto di sì.

IL DOPPIO

E cosa ha letto?

DIRETTORE

Il progetto.

IL DOPPIO

E non Caribo?

DIRETTORE

Sono la stessa cosa?

IL DOPPIO

No.

DIRETTORE

Appunto.

VOCE FUORI SCENA

Forse questa è un’altra malattia contemporanea.

Confondere la descrizione con la cosa.

La presentazione con l’impresa.

Il progetto con ciò che dovrebbe generare.

La strategia con il risultato.

La relazione con l’opportunità.

Il contatto con la partnership.

Il titolo con il mestiere.

E infine il mestiere con la necessità.

SCENA SESTA

L’IMPRENDITORE CHE NON ERA STATO INVITATO

IL DOPPIO

Ma gli imprenditori?

DIRETTORE

Cosa?

IL DOPPIO

Non dovevi incontrare imprenditori?

DIRETTORE

Forse.

IL DOPPIO

E lui ne conosce?

DIRETTORE

Non lo so.

IL DOPPIO

Gliel’hai chiesto?

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

E?

DIRETTORE

Prima bisogna costruire il progetto.

IL DOPPIO

Ah.

DIRETTORE

Perché?

IL DOPPIO

Perché l’imprenditore non può essere disturbato prima che il progetto sia pronto.

DIRETTORE

Sembra così.

IL DOPPIO

E quando sarà pronto?

DIRETTORE

Si potrà andare dall’imprenditore.

IL DOPPIO

Con il progetto.

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

E se l’imprenditore non fosse interessato?

DIRETTORE

Si cambierà progetto.

IL DOPPIO

E se non fosse interessato nemmeno al secondo?

DIRETTORE

Se ne farà un altro.

IL DOPPIO

E se nessuno fosse interessato?

DIRETTORE

Non lo so.

IL DOPPIO

Io sì.

DIRETTORE

Cosa?

IL DOPPIO

Avremo un progetto perfetto.

SCENA SETTIMA

IL PREZZO DEL TEMPO

VOCE FUORI SCENA

Poi c’è un’altra parola che compare spesso nelle conversazioni professionali.

Tempo.

Il mio tempo.

Il tuo tempo.

Il tempo che vale.

Il tempo che costa.

Il tempo che non si può sprecare.

È tutto vero.

Il tempo costa.

Il tempo vale.

Il tempo è limitato.

Ma c’è una cosa curiosa.

Quando due persone si incontrano per capire se possono costruire qualcosa insieme, il tempo di entrambe vale esattamente la stessa cosa.

Non c’è un tempo nobile.

E un tempo gratuito.

Non c’è un tempo che conta.

E uno che aspetta.

Ci sono due persone che devono capire se hanno qualcosa da costruire.

IL DOPPIO

Quanto vale un’ora?

DIRETTORE

Dipende.

IL DOPPIO

Da?

DIRETTORE

Da cosa produce.

IL DOPPIO

E se produce un’altra ora?

DIRETTORE

È costosa.

IL DOPPIO

E se produce una telefonata?

DIRETTORE

Può valere molto.

IL DOPPIO

E se produce un progetto?

DIRETTORE

Può valere nulla.

IL DOPPIO

Perché?

DIRETTORE

Perché dipende da cosa succede dopo.

IL DOPPIO

Quindi?

DIRETTORE

Il tempo non si misura soltanto in minuti.

IL DOPPIO

Come?

DIRETTORE

In conseguenze.

VOCE FUORI SCENA

È una cosa semplice.

Talmente semplice da essere quasi inutilizzabile.

Perché costringe a chiedere:

“Cosa succede dopo?”

E questa domanda rovina molte professioni.

SCENA OTTAVA

LA DOMANDA CHE NON PIACE

DIRETTORE

Alla fine ho pensato a una domanda.

IL DOPPIO

Quale?

DIRETTORE

“Che cosa hai costruito?”

IL DOPPIO

Brutta.

DIRETTORE

Perché?

IL DOPPIO

Perché non puoi rispondere con un titolo.

DIRETTORE

Appunto.

IL DOPPIO

E nemmeno con un metodo.

DIRETTORE

Appunto.

IL DOPPIO

Nemmeno con una formazione.

DIRETTORE

Appunto.

IL DOPPIO

Nemmeno con una lista di competenze.

DIRETTORE

Appunto.

IL DOPPIO

Devi mostrare qualcosa.

DIRETTORE

Sì.

IL DOPPIO

E se non puoi mostrarlo?

DIRETTORE

Puoi sempre raccontarlo.

IL DOPPIO

Certo.

DIRETTORE

Ma?

IL DOPPIO

Ma a quel punto stai facendo un altro mestiere.

VOCE FUORI SCENA

Raccontare è una cosa straordinaria.

Il mondo ha bisogno di persone che sappiano raccontare.

Ma il Direttore aveva già una rivista.

Aveva già chi scriveva.

Aveva già chi raccontava.

Quello che cercava era qualcuno capace di fare una cosa più scomoda.

Portare il racconto fuori dalla pagina.

Trasformare una storia in una relazione.

Una relazione in un incontro.

Un incontro in un progetto.

Un progetto in qualcosa che non esisteva prima.

Non era più editoria.

Ma senza editoria non sarebbe esistito.

SCENA NONA

IL PIRATA

IL DOPPIO

Quindi qual è la tua idea?

DIRETTORE

Quale?

IL DOPPIO

Quella della nave.

DIRETTORE

La nave esiste.

IL DOPPIO

E il pirata?

DIRETTORE

Pure.

IL DOPPIO

E allora perché continui a cercare persone?

DIRETTORE

Perché una nave da sola non va molto lontano.

IL DOPPIO

E cosa devono fare?

DIRETTORE

Salire.

IL DOPPIO

Tutti?

DIRETTORE

No.

IL DOPPIO

Chi?

DIRETTORE

Quelli che hanno qualcosa da fare a bordo.

IL DOPPIO

E se qualcuno ti dice che prima bisogna ridisegnare la nave?

DIRETTORE

Gli chiedo dove vuole andare.

IL DOPPIO

E se ti risponde che bisogna prima progettare la rotta?

DIRETTORE

Gli chiedo se conosce qualcuno che ha già navigato quella rotta.

IL DOPPIO

E se ti dice che prima bisogna costruire un piano?

DIRETTORE

Gli chiedo:

“Conosci qualcuno?”

IL DOPPIO

E se continua a parlare del piano?

DIRETTORE

La nave parte.

IL DOPPIO

Senza di lui?

DIRETTORE

Probabilmente.

EPILOGO

PRIMA IL PROGETTO. POI IL PROBLEMA.

VOCE FUORI SCENA

Forse il mondo professionale si divide in due categorie.

Quelli che, quando vedono una nave, chiedono dove vuole andare.

E quelli che chiedono di poter progettare la nave.

I primi possono sbagliare rotta.

I secondi possono costruire una nave bellissima.

Ma c’è una domanda che viene prima.

Chi deve salirci?

Perché Caribo non è nato ieri.

Non è un’idea da presentare a qualcuno.

Non è un progetto da inventare per giustificare un incontro.

È qualcosa che esiste e che cerca la propria prossima forma.

E la prossima forma non necessariamente è una nuova forma.

Può essere una relazione.

Una persona.

Un’azienda.

Un’istituzione.

Una città.

Un territorio.

Una fondazione.

Un imprenditore.

Un artista.

Una comunità.

Una telefonata.

Una porta.

Una stanza.

Un tavolo.

E qualcuno che, guardando Caribo, non dica:

“Ti spiego come potresti svilupparlo.”

Ma:

“Conosco uno che dovresti incontrare.”

IL DOPPIO

E se non conosce nessuno?

DIRETTORE

Non è un problema.

IL DOPPIO

No?

DIRETTORE

No.

IL DOPPIO

E cos’è?

DIRETTORE

Un’informazione.

IL DOPPIO

Quale?

DIRETTORE

Che quella persona non è quella che sto cercando.

IL DOPPIO

E se invece conosce qualcuno?

DIRETTORE

Allora cominciamo.

IL DOPPIO

Da cosa?

DIRETTORE

Da un nome.

IL DOPPIO

E il progetto?

DIRETTORE

Dopo.

IL DOPPIO

E la strategia?

DIRETTORE

Dopo.

IL DOPPIO

E il metodo?

DIRETTORE

Dopo.

IL DOPPIO

E la partnership?

DIRETTORE

Dopo.

IL DOPPIO

E prima?

DIRETTORE

Prima vediamo se c’è qualcosa.

IL DOPPIO

Qualcosa cosa?

DIRETTORE

Qualcosa da costruire.

VOCE FUORI SCENA

E forse è questa la cosa più difficile.

Accettare che non tutto debba diventare subito un progetto.

Che non ogni incontro debba produrre una consulenza.

Che non ogni problema abbia bisogno di un metodo.

Che non ogni relazione debba essere trasformata in un processo.

Che non ogni persona che sa progettare sia necessariamente la persona giusta per quel progetto.

E soprattutto che, qualche volta, il gesto più professionale non sia dire:

“So come fare.”

Ma:

“Conosco qualcuno che potrebbe servirti.”

Il resto è mestiere.

E il mestiere è importante.

Ma viene dopo.

Dopo aver capito il problema.

Dopo aver capito chi hai davanti.

Dopo aver capito cosa esiste già.

Dopo aver capito cosa manca davvero.

Perché altrimenti può succedere una cosa curiosa.

Puoi passare ore a progettare.

Puoi costruire mappe.

Puoi definire obiettivi.

Puoi mettere a sistema.

Puoi creare processi.

Puoi parlare di sviluppo.

Puoi parlare di partnership.

Puoi parlare di opportunità.

Puoi persino parlare di concretezza.

E alla fine avere tutto.

Tutto.

Tranne una cosa.

Il problema.

Perché lo hai risolto prima di averlo trovato.

E allora sì.

Hai fatto un ottimo lavoro.

Hai costruito un progetto.

Perfetto.

Completo.

Presentabile.

Vendibile.

Professionale.

Strategico.

Metodologicamente impeccabile.

Solo che nessuno ne aveva bisogno.

Avevi progettato il progetto prima del problema.

– D. Malecigita

NOTA PER IL LETTORE

Quello che segue non è il ritratto di una persona, né il resoconto di un incontro.

È una scena costruita a partire da una situazione reale e comune, per parlare di una categoria professionale, di un equivoco piuttosto frequente e di una domanda che, prima o poi, conviene fare: che cosa hai costruito, oltre a progettare ciò che dovremmo costruire?

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